Canto del cavallo

Dopo dieci anni di una guerra
che non finiva mai, una bella mattina
i Troiani
che stavano sempre con la testa penzoloni
dalle mura,
vedono che le barche greche
hanno le vele gonfie per tornare a casa
e sulla spiaggia è rimasto un cavallone di legno
grande come un palazzo, con delle placche d’oro
sulla schiena che parevano fatte di lucciole.
“Portiamolo dentro che è un regalo che ci hanno lasciato!”
Dicevano quasi tutti senza sapere che nella pancia
del cavallo c’erano Ulisse con dei soldati che stavano zitti
come le montagne sotto la neve.


Tonino Guerra
Estratto da Odissea. Il viaggio del poeta con Ulisse

Il polverone

Nella Valle dei Crateri uno o due volte ogni cent’anni c’è un vento che si chiama il Polverone che sale dal fondo della terra lungo gli imbuti asciutti dei crateri e per tre giorni come le lingue dei gatti che raspano, lecca le case e le facce degli abitanti di quella zona.  E allora succede che tutti perdono la memoria e i figli non riconoscono i padri, le mogli i mariti, le ragazze i fidanzati, i bambini i genitori e tutto diventa un caos di sentimenti nuovi.
Poi cessa il vento risucchiato dentro i crateri e lentamente ogni cosa torna come prima e nessuno ricorda quello che è successo nei tre giorni del Polverone.


Tonino Guerra
Estratto da Il polverone