Progetto

Comune di Santarcangelo di Romagna
Fo.Cu.S. – Fondazione Culture Santarcangelo
Regione Emilia-Romagna
Associazione culturale l’arboreto

CANTIERE POETICO PER SANTARCANGELO
settima edizione

5 – 12 settembre 2021

PAROLE PORTANTI
Le voci dei maestri e degli allievi nei dialoghi fra arte e educazione

con un pensiero per Joseph Beuys,
la crescita delle piante e le comunità competenti
L’uomo e la natura con l’animo riunito costruiranno un nuovo mondo

A cura di Fabio Biondi

Premessa
Dal 2015, la Città di Santarcangelo ha scelto di costruire un progetto culturale per riflettere sulla cultura della poesia che da molti decenni caratterizza la vita artistica e quotidiana di Santarcangelo: testi e pretesti per rinnovare nel tempo le relazioni fra la comunità di Santarcangelo e la sua identità poetica. Dopo aver dedicato le precedenti edizioni, dal 2015 al 2018, ai grandi poeti e scrittori di Santarcangelo del secondo ‘900 (Raffaello Baldini, Giuliana Rocchi, Nino Pedretti, Tonino Guerra), nel 2019 il Cantiere poetico è stato composto a partire dalle suggestioni di un libro di Marco Balzano, Le parole sono importanti. Dove nascono e cosa raccontano; nel 2020 la sesta edizione si è concentrata sulle relazioni che le arti sceniche ingaggiano con i poeti e le poesie, le parole e le scene poetiche di cui le arti si nutrono, e ne hanno l’assoluta necessità.

Proposta
Ripensando alla straordinaria stagione della Scuola di Bornaccino, la scuola fra i campi, raccolta nel libro di Federico Moroni “Arte per gioco” Edizioni Calderini 1964, la settima edizione del Cantiere poetico per Santarcangelo si propone di riflettere sulle possibili relazioni fra maestri e allievi, arte e educazione, attraverso le Parole Portanti, le voci dei maestri e degli allievi, per cercare di comprendere gli intrecci fra espressioni artistiche e didattica, la trasmissione del sapere fra le generazioni.

Nei dialoghi fra arte e educazione, vorremmo provare a comprendere le figure delle maestre e dei maestri: coloro che si assumono la responsabilità, non solo istituzionale, di insegnare o di accompagnare le nuove generazioni verso l’acquisizione di conoscenze e competenze.

In questo caleidoscopio di interrogativi che ruotano attorno alle questioni in divenire di arte ed educazione, insieme, ci chiediamo come possano rientrare di nuovo le esperienze di arte per gioco e la didattica dell’arte, riportando al centro dei grandi temi del nostro tempo la profonda e vitale relazione dell’arte con l’infanzia e l’adolescenza.

Forse la questione essenziale che ha sollevato la “Scuola di Severino” è stata proprio l’assunzione di responsabilità, la cura della trasmissione delle esperienze: chi si assume oggi la funzione di maestro e di educatore rispetto alle nuove generazioni che non sono più quelle della “scuola fra i campi”?

Per questi motivi, il Cantiere poetico di quest’anno sceglie di sbilanciarsi maggiormente dalla parte dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti in cerca di maestri sul proprio cammino; dalla parte dei figli cresciuti con gli abbracci dei padri che si sono rivelati maestri d’arte e di vita; dalla parte delle ultime generazioni, soprattutto, in parte segnata dall’abbandono o dalla perdita di maestri, che rischiano di essere collocate ai margini della rinascita e della bella stagione dell’adolescenza;

Fin dalla prima edizione, Il Cantiere poetico per Santarcangelo si è posizionato ai margini e negli interstizi, negli spazi e nei passaggi difficili, per favorire le relazioni fra le generazioni che potrebbero intercettare la passione, la meraviglia e il dolore della scrittura e della poesia. Qualcosa che possa assomigliare e interagire con le poesie del quotidiano per comprendere anche il rispetto della vita e i processi creativi che generano le singole persone dentro le comunità di appartenenza, nelle relazioni di prossimità e lungo le vie maestre che ci accompagnano verso gli orizzonti, le albe e i tramonti.

Lungo i sentieri che costeggiano le città e i paesaggi dell’animo, le poesie e i pensieri poetanti, le Parole Portanti, procedono per smottamenti e si insinuano nei respiri degli uomini, negli sguardi degli autori, nelle memorie dei luoghi e nell’alterità delle corrispondenze.

Bisogna prendere atto che la cultura nella quale siamo immersi dà grande enfasi al risultato e al prodotto piuttosto che al processo, al percorso della produzione. Va invece riconosciuto a ogni essere umano un bisogno non esclusivo dell’infanzia, dell’adolescenza, dell’artista o dello scienziato: giocare la vita nel senso di mettere in gioco tutto ciò che giochiamo troppo poco o non giochiamo affatto, mettere in movimento ciò che rischia di arrestarsi o che si è pericolosamente irrigidito. Fulvio Scaparro, La bella stagione. Dieci lezioni sull’infanzia e sull’adolescenza

Parole Portanti
Arte. Educazione. Maestri. Allievi. Responsabilità. Rispetto. Ascolto. Dialogo. Professione. Gioco. Singolare. Plurale. Cittadino. Comunità. Paesaggio. Margine. Limite. Inclusione. Differenze.

La mèstra ad Sant’Armàid
La mèstra ad Sant’Armàid
dal vólti, e’ dopmezdè,
la s céud tla cambra e la zènd una Giubek.
La n fómma.
Stuglèda sòura e’ lèt
la guèrda ch’la s cunsómma.
U i pis l’udòur.
Dal vólti u i vén da pianz.

(La maestra di Sant’Ermete / delle volte, il pomeriggio, / si chiude in camera e accende una Giubek. / Non fuma. / Sdraiata sul letto / la guarda consumarsi. / Le piace l’odore. / Delle volte le viene da piangere). Da: È solitèri di Raffaello Baldini

Progetto di
Comune di Santarcangelo di Romagna

Promosso e sostenuto da
Fo.Cu.S. – Fondazione Culture Santarcangelo
Regione Emilia-Romagna
Associazione culturale l’arboreto

Con la collaborazione di
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Vivai Piante Fabbri Rimini
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